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| Commenti a Il portone sulla piazza |
| 11/11/2006 - Ignazio a.nemos@tiscali.it |
| Sono un alunno che ha partecipato ad un tuo incontro. Beh direi che mi ha incuriosito molto. Ho intenzione di leggerlo! Però prima di iniziare la lettura ero curioso di conoscere la tua vita, ma anche cosa pensavano i lettori. Mi ha fato veramente piacere conoscerti |
| 10/11/2006 - Luisa Ruggio luisaruggio@libero.it |
| Metti una sera in auto con Maddalena. Metti i fari della strada che porta indietro. Metti parole a cuocere sulla brace dell'irresistenza contenuta da polsi fasciati di nero. Metti che quelle due sono donne, a dirla tutta. Metti che stamattina ho scovato il tuo libro tra gli scaffali della Palmieri, che ancora non erano le nove. Metti che ho sottolineato a pagina 10 "vederlo e provare fastidio".
Ora scappo a Bari per lavoro. Buona giornata anche a te.
Ti scrivo appena lo finisco.
Luisa |
| 01/09/2005 - Anna |
| Ahimé non sono in grado di trovare gli aggettivi giusti per definire il tuo libro posso dire però di averlo letto in un fiato. Complimenti |
| 25/07/2005 - roberta |
| l'ho letto tutto d'un fiato stanotte, non potevo interrompere perché è bellissimo. Complimenti e grazie! |
| 18/06/2005 - valentina |
| Complimenti, non so cos'altro dire, veramente... Ho appena finito di leggere il tuo libro, l'ho letto tutto d'un fiato e non perché non sia enorme, ma perché non riuscivo a staccarmene... E alla fine ci è scappata anche una mezza lacrimuccia... Veramente, e' un libro bellissimo e lo passerò a tantissimi amici: sono sicura che piacerà tantissimo anche a loro...
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| 18/06/2005 - alessandro |
| Poi capita che la sera vai a letto verso le undici e non hai voglia di dormire, non dico non hai sonno, dico non hai voglia, allora prendi dal comodino "Il portone sulla piazza" e ricominci a leggerlo. La lettura scorre
tranquilla, scivola come l'acqua sui ciottoli di un fiume. Allora prosegui, qualche pagina. Ma è sera e sei stanco. La scrittura fluida è una bella cosa, ma se si scivola troppo poi si cade, se è tardi. E' allora che mentre
guardi il fiume senti un rumore, come un animale che si inabissa. La cosa ti sveglia, ti incuriosisce, allora guardi con più attenzione, diventi avido di sapere. Trovi un appiglio, una faglia in cui insinuarti, e allora è finita:
tutto d'un fiato, una notte, con l'emozione della scoperta, il desiderio di sapere. C'è chi ha fiducia nella parola. Scrive e la sua scrittura scorre via veloce. E' narrazione pura, è Moravia. A me non piace Moravia, mi
infastidisce. E c'è chi la fiducia non ce l'ha, o quanto meno la dissimula. Così nasce Musil, Gadda, Michelangelo. Capolavori, ma terribilmente incompleti, imperfetti. In quello spazio tra l'uno e gli altri si situa la scrittura. Magari non capolavori, ma la buona letteratura. E' quello che Livio Romano dice che si trova tra "romanticismo e avanguardia". Tu hai fiducia nella parola, ma hai voluto, dovuto, fare lo scatto, magari fare uno sforzo, mettere in discussione la
tua stessa pronuncia, la tua stessa idea di letteratura. Da quello sforzo è nata la faglia in cui il lettore può insinuarsi. Il grande merito è averla intuita e covata. In una operazione tutta in levare, gli spazi tra un
capitolo e l'altro si sono aperti, permettendo il naufragio del lettore (naufragare nell'opera è l'unico modo di farsi fruitori di letteratura). E' nello scarto temporale, nella variazione di persona, nell'improvviso rivolgersi dell'intreccio che sta il merito di questo libro. La storia di Juana, alla fine, sarebbe stata insostenibile, se il naufragio non fosse
stato, a quel punto, già completo. L'equilibrio è precario e perfetto. Precario e perfetto. E' presto, lo so, ma prima di leggere l'introduzione mi chiedevo - deformazione professionale: si va a caccia di scrittori più che di libri, e si sbaglia - come andrà avanti questo percorso letterario? come sarà il secondo libro? sarà possibile ancora questo equilibrio? Poi la domanda la trovo anche lì, nell'introduzione, condivisa prima che suggerita. Il timore mio è che la fiducia nella parola possa prevalere troppo sotto la
spinta dei consensi che giustamente raggiungi. Oppure il desiderio di stupire ancora possa portarti troppo oltre, nell'avanguardia. Ma è presto per parlarne.
Stupire ancora, dicevo. Sì perché questo libro mi ha sinceramente stupito.
Un libro, prima di leggerlo, lo sfoglio, lo annuso, me lo rigiro in mano. Certo, mi incuriosivano quelle pagine finali, quella strana struttura, ma, c'era anche qualcosa che mi respingeva. Ed erano le soglie del libro. Il titolo, freddo, mi respingeva, non assomiglia affatto al libro. E poi la nota biografica non annunciava affatto un'opera tanto matura e tremante, quanto piuttosto un desiderio di esserci a tutti i costi: l'edizione prima della letteratura. Non era così, ma l'ho scoperto dopo. Questo per dirti, unica piccola nota negativa a un libro bellissimo, che
forse, trovandomi in libreria e rigirandomi in mano questo libro sconosciuto, l'avrei più probabilmente riposto sullo scaffale che comprato, e mi sarei perso, certamente, questa bella esperienza di lettura. Sarebbe
stato un vero peccato. Ho l'impressione che tu abbia scavato nella tua psiche per cavarne
questo libro - un'impressione facile: lo fanno più o meno tutti gli scrittori -. Mi chiedo se tu hai la percezione di un "vuoto di memoria",
come diceva Consolo prima del "Sorriso dell'ignoto marinaio". Perché la cosa che mi ha stupito, anche, per un autore esordiente è che la storia nonostante tutto resta separata da te, resta altra, non c'è tutto il mondo.
E anche questo è un grosso pregio.
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| 16/06/2005 - Clara N. |
| Un libro che apre una voragine dentro. Pieno di passione e di vibrazioni. Una storia che stordisce come il sole d'agosto. Anche originale. E imprevedibile l'intreccio di storie e voci. |
| 30/05/2005 - Anonima |
| lo sapevo. lo sapevo che sarebbe successo.
ti avevo detto che avrei gustato le parole del tuo libro una ad una. una per
ogni giorno soppesando anche gli articoli e le preposizioni.
invece no..... l'ho letto tutto in una volta. mi volevo fermare e meditare,
gustarmi il profumo dei fiori che sono sempre presenti, pensare alle
dinamiche delle anime che sono nelle tue pagine, ma ... tutto questo e'
successo solo in minima parte.
l'ho divorato, l'ho letto come se chiuderlo e metterlo sul comodino volesse
dire perderlo e non potere andare avanti.
sono contenta. mi e' piaciuto, mi ha rapito, mi sono immedesimata, ho
seguito le crescite interiori come se fossino le mie.
grazie per avermi dato questo. grazie per aver scritto un libro cosi' bello.
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| 30/05/2005 - Marco |
| Il libro è davvero bello..... |
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